Ransomware: cosa sono, come agiscono e come si sono evoluti negli ultimi anni
RansomWare: nel nome troviamo la loro vocazione e cioè il riscatto (ransom). Questa famiglia di software malevoli (malware) sono pensanti per “rapire” i nostri dati, rendendoli inutilizzabili (cifrati), sino al pagamento di un riscatto a fronte della promessa di ridare l’accesso, tramite una chiave di decifratura. Questo comportamento gli è avvalso il secondo nome di Crypto-Locker.
L'evoluzione della specie
Negli ultimi anni, come tutti i criminali anche questi rapitori si sono evoluti per adattarsi alle strategie di difesa impiegate e raggiungere obbiettivi profittabilità e controllo.
- La mente e gli esecutori
In passato il gruppo che aveva preparato il crypto-locker era anche quello che si occupava di diffonderlo e ricevere il riscatto, richiedendo un livello tecnico medio/alto per preparare o variare questi software malevoli. Ora i ransomware sono in vendita nel dark-web, su siti di commercio elettronico, come un servizio a costo molto contenuto con tanto di offerte special-price!
In questo modo l’ideatore del piano di rapimento (lo sviluppatore) corre meno rischi, gli esecutori materiali del crimine sono cresciuti esponenzialmente e sono apparse centinaia di varianti dello stesso ransomware che sfruttano le stesse funzionalità ma che raggiungono i nostri dati grazie a email preparate da malintenzionati locali. Le email trappola che riceviamo sono sempre più ben fatte e contestualizzate, rendendole più ingannevoli e difficili da riconoscere da software antispam e antivirus. (Non ci sono più email con errori ortografici o di contenuto che consentivano con un minimo di attenzione, di riconoscerle come pericolose)
- Colpo grosso e micro-ricatti
Come per la criminalità organizzata i ransomware si sono diversificati. Gli attacchi a pioggia via mail inviati al maggior numero di utenti sono stati affiancati da attacchi mirati e silenti verso specifici settori come Sanità (Ospedali, Assicurazioni, …) e enti amministrativi locali (comuni, dipartimenti ministeriali). La fluttuazione delle criptovalute come BitCoin e la volontà di aumentare il numero di riscatti pagati ha portato i criminali ad abbassare prezzi e inviare effettivamente le chiavi di accesso ai dati cifrati. Questa strategia è mirata a spostare la decisione se pagare o meno su un piano economico di costi/benifici come se fosse un qualsiasi intervento riparazione di un componente rotto.
- Oltre il danno la beffa
In passato i ransomware si “limitavano” a rendere inaccessibili i dati su computer e server e richiedere un riscatto, negli ultimi anni questo comportamento si è evoluto inserendo come prima operazione malevola la copia dei dati, successivamente la cifratura dei dati utente ed infine il danneggiamento delle componenti dei sistemi.
I criminali ora hanno 3 paure su cui far leva per ottenere il pagamento del riscatto
1. La paura di perdere i dati
La minaccia si è evoluta cercando di ridurre il tempo per decidere se pagare. (Se non paghi entro 96 ore non rivedrai mai più i dati. Se paghi entro 36 ore avrai un costo ridotto)
2. Disponibilità di servizi
L’indisponibilità di servizi critici per l’azienda (non solo i documenti sono bloccati ma anche i sistemi stessi (invio mail, siti web, applicazioni, …). I tempi (RTO Restore Time Object) e la capacità di ripristino di tutti servizi oltre ai dati costituiscono un altro costo significativo. Alcune realtà hanno accettato di pagare il riscatto non essendo in grado di ripristinare servizi e informazioni vitali per l’azienda e la comunità. (Sistemi di controlli di infrastrutture elettriche, Ospedali, …)
3. Perdita di conformità
Oltre a non dare accesso ai nostri dati, se non viene pagato il riscatto nei tempi dettati, i dati saranno resi pubblici. I tal modo anche aziende pronte a reagire ripristinando dati e i servizi, corrono il rischio che informazioni aziendali e personali siano divulgate con tutti le problematiche legali e d’immagine. (foto, email, proprietà intellettuali, …)
Come proteggere al meglio la tua azienda dagli attacchi informatici
Per proteggersi da criminali così diversificati bisogna adottare più strategie di prevenzione, controllo e mitigazione/reazione.
Strategie di prevenzione
- Creare cultura informatica e di sicurezza. Ad esempio la gestione delle password (password deboli o utilizzate in più ambienti o comunicate ad altri costituiscono un rischio significativo) o la gestione delle email (Il 67% delle diffusioni di ransomware avviene tramite email spam / phishing)
- Adottare software di protezione (Antivirus, Firewall, impostazioni corrette della posta elettronica)
- Dare ai vostri utenti solo gli accessi che gli servono; ad esempio Microsoft riporta che se gli utenti non hanno accesso completo ai loro computer (Accesso amministrativo), l’impatto delle vulnerabilità si riduce sino al 99% (98% debolezza di Windows, 99,5% debolezze del web browser e del 95% per le debolezze di Office)
- Adottare politiche di sicurezza evolute in relazione al tipo di dato e rischio (complessità delle password, blocco di chiavette USB, …)
- Effettuare salvataggio dei dati affidabili e in luoghi remoti.
- Mantenere aggiornata costantemente e celermente la vostra infrastruttura informatica (sistemi operativi, applicazioni, firewall…). Moltissime infrastrutture contengono componenti non più supportati dal produttore e quindi non più aggiornabili per rimediare a debolezze utilizzabili dai criminali. (Windows Xp, Windows 7, Office 2010, Windows 2008, SQL Server 2008, Server linux mai aggiornati, Firewall con Servizi evoluti scaduti, …)
Strategie di controllo:
- Monitorare lo stato e l'efficacia delle strategie precedenti
- verificare periodicamente che le configurazioni in essere siano corrette (regole firewall, permessi di accesso, utenti abilitati, ...)
- Monitorare accessi remoti (orari e provenienze non usuali)
Strategie di mitigazione e reazione:
- Adottare autenticazione a 2 fattori. Se un fattore (username e password) è compromesso il secondo (cellulare e codice temporaneo) blocca l'accesso malevolo
- Affidarsi a fornitori di servizi che possano garantire tempo di ripristino certi e testati (RTO Restore Time Object)
Le soluzioni Sigemi offrono Sistema Operativo e Sistema Antivirus monitorati continuamente e aggiornati periodicamente, a livello centralizzato.
Tutti i dati hanno una o più copia in Cloud diversi; anche se i dati venissero criptati e risultassero illeggibili, è sufficiente reinstallare il Sistema Operativo e ripristinare i file alla versione antecedente l’infezione.
Sigemi garantisce tempi di ripristino con SLA (Service Level Agreement) definiti.
Progettiamo insieme l'evoluzione della tua azienda
Sigemi s.r.l.
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